Una guida per capire perché le banche possono fallire: depositi e prestiti

da | Gen 22, 2018

Dopo aver passato in rassegna i concetti economici di base, vediamo di capire cosa una banca fa dei nostri soldi. Seguiremo quindi il flusso del denaro nei vari passaggi per vedere cosa succede in pratica, e scopriremo perchè le banche possono fallire e di chi è veramente la colpa.

CASO 1

Vediamo cosa succede quando una banca che opera a riserva intera (100%) svolge la sua attività di raccolta del risparmio consentendo alle persone di depositare i loro soldi sul loro conto corrente.

Utilizzeremo questo caso per illustrare il funzionamento di schemi contabili semplificati che utilizzeremo anche nei casi successivi.

Esamineremo sempre un prima e un dopo per vedere cosa accade quando viene svolta una certa attività. In particolare metteremo in risalto se l’attività in questione comporta l’aumento o meno di massa monetaria.

Rappresenteremo gli Stati Patrimoniali semplificati degli attori in gioco: la banca e i suoi clienti. Le voci del passivo avranno i contorni bordati di rosso quelle dell’attivo di verde.

Il capitale della banca è colorato di rosso solo per indicare che è un elemento importante e deve essere adeguato a gestire il rischio d’impresa. Nel caso della banca, l’organismo di vigilanza impone requisiti patrimoniali minimi a fronte del rischio di credito e del rischio di mercato. Il capitale minimo che una banca deve avere dipende in definitiva dalle dimensioni dei bilanci, dalla qualità del credito e dall’esposizione nei confronti di movimenti di mercato.

Ogni operazione elementare comporterà, come avviene in contabilità, una doppia scrittura con importi uguali, una all’attivo e una al passivo, sia nello Stato Patrimoniale dei clienti che in quello della banca.

Un’ultima precisazione, abbiamo detto che il saldo dei conti correnti è a tutti gli effetti moneta; questa è evidenziata in verde nell’attivo dei clienti (“C/C in Banca X”); viene altresì evidenziata la catena logica (linea verde tratteggiata)

che collega tale voci al luogo dove la moneta dei conti correnti effettivamente risiede (le riserve bancarie), in modo da verificarne la consistenza. 

Il contante presente nel sistema è individuato dalle piccole banconote disegnate.

Ok, partiamo.

Nella situazione iniziale abbiamo una banca con una dotazione di capitale di 100 euro in contante tutto detenuto in cassa. La cassa è disponibile nel senso che può essere liberamente utilizzata per le attività della banca ed eventualmente immessa in circolazione (se la banca compra attrezzature, trasferisce parte di quella cassa ai fornitori immettendola appunto in circolazione).

La cassa disponibile va intesa come eccesso di riserva detenuto dalla banca (vedremo meglio cosa significa in seguito).

Oltre alla banca ci sono due soggetti economici A e B che hanno accumulato un patrimonio personale di 25 euro ciascuno, detenuto in contante. La quantità di moneta in circolazione è data dalla somma della moneta detenuta da A e B: 50 euro. La moneta nel sistema comprende anche la cassa disponibile della banca per un totale di 150 euro.

Ora i due soggetti aprono un Conto Corrente ciascuno presso la Banca x e vi depositano tutto il loro contante.

Vediamo cosa accade al neo correntista A.

Nello Stato Patrimoniale di A si registrano due operazioni: si riduce la cassa disponibile di 25 euro e si incrementa dello stesso importo la voce C/C in Banca X (un modo per A di ricordare che ora ha un conto corrente con 25 euro). Il totale dell’attivo e del passivo di A non cambia (è sempre 25 euro), ma ora A non ha più contante ma un conto corrente, il contante è stato trasferito alla Banca X.

Alla Banca X analogamente registriamo, per l’operazione eseguita da A) due operazioni: a) viene registrato un movimento di 25 euro nel passivo della banca alla voce “C/C di A”, il saldo di conto corrente di A, infatti, è per la banca un debito nei confronti di A; b) viene registrato un movimento all’attivo di 25 euro alla voce “riserva 100%”; è lì, nell’attivo della banca, che ora sono custodite le banconote che erano di A.

Analoghi movimenti per B.

E’ necessaria una precisazione circa la voce “Riserva 100%” che figura all’attivo della banca.

La moneta disonibile sui conti correnti, cioè quella utilizzabile dai clienti attraverso gli strumenti di pagamento della banca (bonifico, bancomat), è stata rappresentata tra le attività dei clienti (in fondo li usano come prima usavano le banconote).

Le banconote custodite dalla banca a fronte di questi saldi risiedono quindi nella voce “Riserva 100%” ad indicare che sono moneta inutilizzabile dalla banca custodita per conto del cliente. In questo caso sono di 50 Euro perché abbiamo detto che la banca opera con un coefficiente di riserva del 100%. Ma sappiamo che non è obbligata a farlo perché essendo il contratto di conto corrente un contratto di deposito irregolare potrebbe avere riserve inferiori. Quanto inferiori lo dice la banca centrale che impone il coefficiente di riserva obbligatoria. In questo caso abbiamo ipotizzato che il coefficiente di riserva obbligatoria imposto dalla banca sia il 100% (ecco il perchè della voce “Riserva 100%”), che rappresenta appunto la liquidità minima a fronte dei conti correnti bancari – e quindi inutilizzabile – imposta dalla banca centrale come % del totale dei conti correnti registrati al passivo dello stato patrimoniale.

Per vostra informazione, in europa la BCE ha imposto un coefficiente di riserva obbligatoria dell’1%. Questo vuol dire che a fronte di 50 euro di saldi totali di conto corrente rappresentati nel passivo della banca, la riserva detenuta dalla banca potrebbe essere di solo 50 eurocent (approfondiremo questa eventualità nel CASO 4).

Tecnicamente le riserve della banca sono tutte le disponibilità che la banca detiene per far fronte a eventuali prelievi dai conti correnti dei clienti. In questo caso si vede che le disponibilità liquide complessive della banca sono di 150 Euro; la banca opera quindi con un eccesso di riserva. In questo senso la “cassa disponibile” è intesa come eccesso di riserva , ovvero quantità di moneta detenuta volontariamente dalla banca. L’eccesso di riserva è moneta che potenzialmente può entrare in circolazione nel sistema.

Va detto che normalmente le riserve non sono tenute dalle banche in contanti ma sono saldi di speciali conti che le banche aprono presso la banca centrale; ai fini esplicativi tuttavia la nostra semplificazione coglie senza errori l’essenza del fenomeno.

Vediamo di sottolineare un paio di cose importanti per il caso esaminato:

a)  se la banca opera con 100% di riserva, la raccolta di risparmio sui conti correnti non altera nè la moneta in circolazione (50 euro- i rettangoli verdi), nè la moneta totale del sistema (150 euro-i rettangoli verdi più la cassa disponibile; la riserva non si conta perchè è bloccata e a fronte dei rettangoli verdi);

b)  se la banca opera con 100% di riserva, il sistema bancario è stabile perchè se tutti i clienti dovessero prelevare contemporaneamente tutti i saldi di conto corrente, non ci sarebbero problemi perchè la banca ha nelle riserve la liquidità necessaria a soddisfare le richieste dei clienti.

CASO 2

Vediamo cosa succede quando una banca prende in prestito soldi dai suoi clienti emettendo un prestito obbligazionario. Esaminiamo questo caso per mostrare le differenze del prestito rispetto al deposito bancario. Non mostreremo inoltre tutti i passaggi perchè adesso abbiamo capito i meccanismi di funzionamento.

Vale la pena tuttavia osservare quanto segue:

a)  i clienti che prestano i soldi alla banca comprando un suo titolo obbligazionario non hanno più la disponibilità della moneta. A differenza del conto corrente, con il titolo obbligazionario non possono fare pagamenti fino al momento del rimborso, in cui torneranno in possesso del contante;

b)  la banca da parte sua non è obbligata a tenere alcuna riserva a fronte delle voci di passivo che corrispondono al titoli obbligazionari ceduti ad A e B (Debito verso A e Debito verso B). La liquidità che ha ottenuto dai clienti vendendo le obbligazioni va direttamente nella sua cassa disponibile.

c)  l’emissione di obbligazioni riduce la moneta in circolazione (i clienti non hanno più moneta disponibile) ma non altera la moneta totale del sistema, cioè quella potenzialmente in circolazione (150 euro, ora tutti nelle disponibilità della banca);

d)   il sistema bancario è stabile perchè i clienti non hanno il diritto di farsi rimborsare dalla banca il titolo obbligazionario in qualunque momento, ma devono aspettarne la scadenza (o venderlo sul mercato).

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