Una rivoluzione gentile

da | Dic 10, 2017

Il Prof. Huerta de Soto dell’Università Rey Jouan Carlo di Madrid nel suo splendido libro “Moneta, Credito Bancario e Cicli Economici” propone una riforma istituzionale del sistema bancario che sviluppa e amplia quella originariamente proposta da Murray Rothbard nel famoso articolo del 1962 “The Case for the 100 Percent Gold Dollar”.

Gli elementi fondamentali della proposta sono:

  1. libertà di scelta della moneta: prima ci sarebbe una transizione in cui l’attuale moneta verrebbe privatizzata e sostituita con il suo equivalente metallico in oro, poi sarebbe il mercato a confermare l’oro come moneta generalmente accettata o far entrare in modo spontaneo e graduale altri standard monetari;
  2. completa libertà bancaria con soppressione dell’istituto della banca centrale;
  3. assoggettamento delle banche alle norme e ai principi del diritto che implica il coefficiente del 100% di riserva per i depositi a vista.

La proposta mira a rimuovere le cuse dell’aumento arbitrario di offerta monetaria (inflazione monetaria) che genera riduzione del valore della moneta, ridistribuzione di ricchezza e devastanti cicli economici. L’inflazione monetaria accade per due motivi:

  1. perché le banche centrali possono stampare senza limiti moneta primaria o contante;
  2. perchè le banche con il meccanismo di riserva frazionaria piramidano sopra la moneta primaria ulteriore moneta (moneta scritturale).

Huerta de Soto dice: il primo problema si risolve reintroducendo il gold standard che àncora la moneta in circolazione all’oro detenuto a riserva, il secondo imponendo alle banche un coefficiente di riserva obbligatoria del 100%, che impone alle banche la semplice custodia della liquidità depositata dai cienti, senza la possibilità di utilizzo dei fondi. Così facendo si possono eliminare anche le banche centrali che servono a puntellare l’attuale sistema; le banche e le monete agirebbero in libera concorrenza e in prospettiva il mercato potrebbe selezionare eventuali altri standard monetari (ovviamente il mercato selezionerebbe solo buona moneta, cioè moneta non arbitrariamente inflazionabile per il principio che “la buona moneta caccia la cattiva moneta”).

Tale riforma garantirebbe la stabilità del sistema finanziario e monetario e renderebbe immuni le economie, nei limiti di ciò che è umanamente possibile, dalle sempre più frequenti e gravi crisi e recessioni, inevitabile esito dell’inflazione monetaria.

Premesso che concordiamo con tale proposta per i cui fondamenti economici si rimanda al libro del professor de Soto e a tutta la letteratura economica di scuola austriaca ampiamente disponibile, dobbiamo tuttavia constatare le enormi resistenze e difficoltà alla sua possibile attuazione, conseguenza del loop inflazionistico in cui sono imprigionate le attuali economie e degli enormi interessi economici e politici in gioco che tendono ad ostacolare in tutti i modi possibili una simile riforma.

Ciò detto, l’argomento che si vuole affrontare in questo articolo è di provare a rispondere alla seguente domanda:

Assodato l’impossibilità di una riforma del sistema, è possibile, fuori dall’ambito istituzionale, costruire le condizioni per cui gli attuali problemi della moneta fiat e del sistema bancario a riserva frazionaria siano superati? 

Un buon modo per iniziare è di lavorare su noi stessi, approfondendo la conoscenza del funzionamento del meccanismo monetario. La scuola potrebbe fare la sua parte diffondendo i principi generali di buona economia con una visione completa delle teorie economiche che includa anche quelle fondamentali della scuola austriaca.

In questo modo sarebbe più difficile la manipolazione politica dei cittadini ed ognuno potrebbe esercitare consapevolmenete i propri diritti democratici di valutazione attraverso il voto. Parimenti chi avesse responsabilità politiche potrebbe fare scelte con una maggiore comprensione delle conseguenze economiche di tali scelte.

Ma è sul possibile ambito di intervento utilitaristico che vorremmo centrare le riflessioni. Ecco quindi la seconda questione:

E’ possibile immaginare un progetto, una tecnologia, che fornisca una soluzione che si affermi sulla base di un principio utilitaristico di vantaggio personale e che sia al contempo un possibile agente di cambiamento nel verso della auspicabile sopracitata riforma? 

Noi crediamo di sì, ed è l’obiettivo che si pone Gooldie.

Supponiamo che sia possibile convertire la liquidità in Euro trattenuta nei conti correnti in oro fisico. E che questo oro sia custodito in un luogo sicuro e sia gestibile tramite la tecnologia con bassi costi transattivi; in modo che sia possibile:

  • trasferirlo online per eseguire pagamenti presso chi dovesse accettarlo,
  • convertirlo prontamente in moneta legale.

Certo, il prezzo dell’oro non è fisso, per cui il controvalore in Euro dell’oro sarebbe soggetto a variazioni nel tempo; l’oro però ha svolto il ruolo di riserva di valore con efficacia nei secoli mostrando di essere capace di mantenere nel tempo il potere di acquisto meglio di qualunque moneta fiat. Il controvalore in Euro dell’oro, pertanto, nel tempo tenderebbe ad aumentare, proprio come conseguenza della continua svalutazione dell’ Euro.

Oggi tutti i principali sistemi monetari mondiali sono inflazionati. Prima o poi si innescheranno i processi di aumento dei prezzi al consumo e conseguente perdita di potere di acquisto dovuti all’esorbitante quantità di moneta legale prodotta. E ciò farà impennare il prezzo dell’oro che da sempre è considerato bene rifugio, una vera e propria assicurazione. Nello scenario attuale, inoltre, l’oro può essere acquistato anche in alternativa a possibili investimenti, che, al contrario dell’oro, incorporano un rischio controparte e sono denominati in moneta inflazionata e destinata a perdere valore, indipendentemente dal rendimento offerto. Solo la presa di enormi rischi può portare a rendimenti migliori ma, per l’appunto, a fronte di possibili enormi perdite.

Dal punto di vista delle domande che ci siamo posti a inizio articolo, con Gooldie si incentiva in modo virtuoso, legale e senza la necessità di cambiamenti normativi, l’utilizzo di un possibile sostituto del contante e la riduzione di moneta scritturale trattenuta nei conti correnti, andando nella direzione della auspicata riforma.

Sarebbe una rivoluzione pacifica che restituirebbe all’oro la funzione monetaria di mezzo di scambio oltre a quella di di riserva di valore che gà possiede. Inoltre, si avrebbero numerosi vantaggi non strettamente economici: quello di non essere esposti al ‘bail in’ per salvare banche in bancarotta; di non essere soggetti a prelievi forzosi sul proprio conto corrente; di evitare di essere paralizzati finanziariamente per effetto di qualche decisione burocratica; incluso quello, puramente psicologica, di provare cos’è la libertà di essere proprietari del proprio denaro.

Le criptovalute oggi, offrono un altro modo per ottenere obiettivi simili con, in più, la possibilità di non essere sorvegliati in ogni acquisto. Il principale vantaggio delle criptovalute è quello di non essere “decentrate”, che in pratica vuol dire non avere un emittente e consentie transazioni senza la necessità di un intermediario.

Nei loro confronti, tuttavia va adottata particolare cautela essendo uno strumento molto volatile e quindi molto più rischioso dell’oro.

Nelle criptovalute la limitazione all’offerta monetaria (che è necessaria per avere buona moneta) non risiede nella rarità del bene, ma in un algoritmo. Va detto però che l’algoritmo si può cambiare (anche se con difficoltà) e/o si possono creare sempre nuove criptovalute aumentando in questo modo l’offerta tramite proliferazione. 

Inoltre, una criptovaluta è estremamente vulnerabile nella sua fase di sviluppo, quella cioè in cui la capitalizzazione è bassa (anche il Bitcoin, nonostante l’enorme crescita, è ancora in questa fase). Se essa dovesse perdere la fiducia degli utilizzatori, o incontrasse difficoltà che dovessero risultare insormontabili, il prezzo crollerebbe, senza che esista un prezzo base su cui si potrebbe attestare (come è invece il caso di una merce come l’oro, che ha comunque una funzione d’uso non monetaria e un suo proprio mercato). I suoi utilizzatori quindi rischierebbero di perdere tutto. Nella fase di sviluppo, infine, il suo prezzo avrebbe una volatilità estrema, non permettendo in pratica la funzione monetaria di mezzo di scambio ma solo quella di utilizzo come strumento speculativo.

C’è anche un aspetto etico, se la moneta ha successo, infatti, come nel caso di Bitcoin e Ethereum, gli enormi apprezzamenti avvantaggerebbero enormemente i primi utilizzatori che sopporterebbero molti meno rischi rispetto agli ultimi arrivati, al punto che molti parlerebbero di schema ponzi. Quindi la fase di sviluppo di una criptovaluta è critica e problematica.  

Per questo motivo stanno nascendo le cosiddette Backed Cryptocurrencies, ovvero le criptovalute a fronte di asset reali che risolvono in parte questi problemi.

In definitiva, grazie a progetti come Gooldie e alle nuova tecnologia delle criptovalute, è iniziata una vera e propria rivoluzione pacifica che renderà possibile una riforma dal basso del sistema bancario, per il benessere di tutti e un’economia sana.

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