I due tipi di moneta: il contante e la moneta scritturale

da | Dic 6, 2017

Quando parliamo di moneta, si intende l’insieme indistinto di due fondamentali tipologie di moneta: quella metallica e cartacea (chiamiamola moneta originaria o contante) e quella sottoforma di depositi bancari a vista (chiamiamola moneta immateriale o scritturale).

La moneta originaria in circolazione (ovvero che abbiamo nel nostro portafoglio o nelle nostre abitazioni) + la moneta immateriale costituiscono il totale della moneta in circolazione (offerta monetaria).

La prima è inflazionabile solo dalla banca centrale (che ne può produrre quanta ne vuole senza alcuno sforzo, essendo il suo costo di produzione trascurabile).

La seconda per il solo fatto di giacere nei depositi bancari a vista viene inflazionata dalle banche.

Spieghiamo questo punto che non è chiaro a molti.

Immaginate che inizialmente la moneta sia solo di tipo originario e circoli in modo fisico per supportare le diverse transazioni di pagamento. Ora, poichè è scomodo e insicuro conservare e gestire il contante da parte di qualunque agente economico (persone e aziende), supponiamo che esso venga tutto depositato in depositi bancari e che venga utilizzato alla bisogna solo tramite assegni o bonifici.

Qui avviene la magia. Se dopo un po’ di tempo andiamo a fare la somma di tutti i depositi bancari ci accorgiamo che essi sono un multiplo della moneta originaria inizialmente depositata. Come è possibile ciò? Si è creata moneta dal nulla. Sì, è proprio così.

Quando depositiamo i nostri soldi su un conto corrente la banca sul suo stato patrimoniale registra al passivo il saldo del nostro conto corrente ed all’attivo la liquidità depositata posseduta in cassa (riserva); tale liquidità, essendo sempre a nostra disposizione, dovrebbe solo essere custodita e basta. Se la banca si comportasse in questo modo, dovremmo noi pagare la banca per i servizi resi e non la banca noi, riconoscendoci un tasso di interesse sui nostri saldi di conto corrente. Se i soldi fossero solo custoditi, inoltre, il saldo dei conti correnti non potrebbe aumentare; qualora facessimo un pagamento, infatti, trasferiremmo parte del nostro saldo al beneficiario ma il totale di tutti i saldi rimarrebbe invariato.

Questo accadrebbe anche se noi prestassimo i nostri soldi alla banca ad un certo tasso di interesse per fargli svolgere il suo legittimo ruolo di intermediario finanziario.

Prestare i soldi significa che non li avremmo più disponibili per il periodo del prestito. In questo caso, i soldi prestati non sarebbero più presenti sul nostro conto corrente (che avrebbe saldo zero); la banca a bilancio avrebbe in attivo la disponibilità in cassa della liquidità che gli abbiamo prestato controbilanciata al passivo da un debito nei nostri confronti; con la liquidità disponibile la banca potrebbe erogare un credito ad un terzo della stessa durata e ad un tasso di interesse lievemente maggiore di quello del debito (la differenza dei tassi di interesse del debito e del credito genera il legittimo margine di intermediazione della banca); a tal fine scriverebbe il credito in attivo a bilancio e al passivo registrerebbe tali soldi sul conto corrente del soggetto cui eroga il credito.

Il totale dei saldi dei conti correnti ancora una volta non potrebbe aumentare, e sarebbe sempre bilanciato dalla quantità di riserve tenute in cassa dalla banca (riserva 100%); la banca a bilancio, inoltre, avrebbe un credito bilanciato da un debito.

Come fa quindi la banca a moltiplicare i saldi dei conti correnti? Semplice, presta i nostri soldi depositati a nostra insaputa, lasciandoli però visibili sul nostro conto corrente. In pratica eroga un credito ad un soggetto terzo con soldi che non ha; fa questo facendo due scritture contabili; una all’attivo, il credito erogato, e una al passivo, aumentando il saldo del conto corrente del soggetto a cui ha erogato il credito.

Ora però la somma dei saldi dei conti correnti non coincide più con la liquidità tenuta in cassa dalla banca (riserva minore del 100%). E se i titolari dei conti correnti volessero prelevare tutti i loro soldi la banca non potrebbe pagarli, perchè non avrebbe fisicamente i soldi per farlo.

Inoltre, la banca non presta i soldi del vostro conto corrente a vostra insaputa solo una volta, ma lo fa decine di volte.

Per vostra informazione, dal 18 gennaio 2012 il coefficiente di riserva obbligatoria in europa imposto dalla BCE è dell’1%. Questo vuol dire che la banca può prestare i vostri soldi a vostra insaputa 99 volte.

Capite come in questo modo la banca possa fare facili guadagni tali da consentire il pagamento di un tasso di interesse sul vostro conto. Quello che però vi viene dato come interessi sul conto, vi viene tolto come perdita del potere di acquisto dei vostri soldi che sono stati inflazionati dalle banche.

Se vi chiedete come fanno le banche a non fallire in caso di corsa agli sportelli, la risposta è nel ruolo svolto dalla banca centrale che presta i soldi alla banca per pagare i correntisti; i soldi prestati però non sono “risorse” della banca centrale, ma vengono anche questi creati dal nulla semplicemente stampandoli.

Capite il loop inflazionistico in atto.

Se poi vi state chiedendo se anche voi potreste fare soldi in questo modo, la risposta è: ovviamente no. Non potreste fare nè quello che fanno le banche, nè quello che fa la banca centrale.

Nel primo caso, immaginiamo ad esempio il titolare di un parcheggio che decidesse di noleggiare la spider di un suo cliente a sua insaputa non a una sola persona ma a tre, quattro, n persone, confidando sul fatto che, siccome piove, nessuno utilizzerà la macchina che resterebbe pertanto inutilizzata nel parcheggio. Se però dovesse uscire il sole… arriverebbero i guai e il titolare del parcheggio finirebbe in carcere per appropriazione indebita.

Nel secondo caso, immaginiamo un abile falsario che, per spendere soldi che non ha, decidesse di stamparseli in casa, finirebbe in carcere anche lui per contraffazione.

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